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Castello D'Albertis
(XIX Secolo)
Corso Dogali
GENOVA
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| Architetto: Marco Aurelio Crotta |
| Stile: medievale |
| Caratteristiche |
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Eretta nel 1886 in forme neoromaniche da Marco Aurelio Crotta sopra ai resti del bastione cinquecentesco di Montegalletto, la costruzione fu voluta dal capitano Enrico Augusto D'Albertis, noto esploratore. Durante i propri viaggi il D'Albertis aveva raccolto un ricchissimo campionario di materiali di carattere etnografico, archeologico e nautico provenienti da Africa, Asia sud orientale, Oceania e dalle Americhe; comprensibile, dunque, che commissionasse a un architetto in voga una casa "alla moda" in cui raccoglierli.
Proprio l'atmosfera che si respirava all'epoca in campo architettonico, con l'affermarsi delle teorie di Alfredo D'Andrade sul ripristino stilistico-documentario dei monumenti - secondo il metodo da lui stesso codificato e sperimentato proprio a Genova, coi restauri di Porta Soprana (1882), Palazzo San Giorgio e i portici di Sottoripa (1890) e San Donato (1888) - servì da incubatrice alla nascita dell'edificio.
Al di là del gusto personale, va rilevata l'innegabile consonanza delle torri merlate e del paramento in cotto di castello D'Albertis con i monumenti del romanico genovese, il che ne fa l'episodio più riuscito del revivalismo fine '800 nel capoluogo ligure.
La costruzione fu lasciata in eredità al Comune nel 1932, unitamente alle collezioni del capitano D'Albertis, arricchite dal lascito del cugino Luigi Maria; l'ampio giardino, con terrazza panoramica sulla città e sul porto, è parco pubblico.
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