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Villa Durazzo Pallavicini
(XIX Secolo)
Via Pallavicini
GENOVA
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Famoso in tutta Europa durante l'Ottocento per il suo parco storico - costruito dal 1840 al '46 su disegno dell'architetto e scenografo Michele Canzio - il grande complesso di villa Pallavicini comprende anche il palazzo Grimaldi (sede del civico Museo Archeologico) e l'Orto Botanico, impiantato nel 1794.
Voluto dal marchese Ignazio Pallavicini - uomo colto e ricchissimo, unico erede del patrimonio dei Grimaldi-Durazzo - come spettacolare giardino romantico "alla moda", il parco nacque su un'arida e scoscesa collina, trasformata dalla messa a dimora di ogni genere di piante e dalla creazione di laghi, grotte, ruscelli e cascate.
La visita fu concepita dal Canzio come una rappresentazione teatrale, divisa in atti e ambientata tra le varie costruzioni: come la Coffee House e l'Arco trionfale, ornato di statue e bassorilievi di Giovanni Battista Cevasco; o il lago grande col tempietto di Diana al centro, la pagoda cinese e, accanto, il tempio di Flora; oppure il turrito castello e la tomba del suo signore. Va ricordata pure la presenza di alcune autentiche rarità botaniche, fra cui un monumentale albero della canfora.
Donata dagli eredi al Comune di Genova nel 1928, la villa è rimasta chiusa per lungo tempo a causa della costruzione dell'autostrada per Savona (1963-'72), che ha alterato gravemente l'ambiente; in occasione delle Colombiane del '92 sono state restaurate le parti bassa e centrale del parco (non i giochi d'acqua, che lo resero famoso nell'Ottocento), mentre quella alta rimane chiusa al pubblico e in stato d'abbandono.
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